Impatto dell’accesso venoso sulla percezione corporea
Occorre evidenziare che il paziente si trova ad affrontare un percorso di cura spesso articolato, complesso e soprattutto a lungo termine. È quindi fondamentale gestire non solo gli aspetti tecnici legati alla scelta del dispositivo, ma anche la percezione che il paziente può avere del proprio corpo.
La scelta del dispositivo deve pertanto tenere conto anche dell’impatto emotivo ed estetico che avrà sul paziente finale.
Il catetere venoso toracico, soprattutto se esterno o con serbatoio impiantato in sede pettorale, può risultare più evidente: cicatrici sul torace, rilievi sottocutanei e, in alcuni casi, la necessità di medicazioni frequenti rendono il dispositivo facilmente percepibile sia dal paziente sia dagli altri. Questo può incidere negativamente sull’autostima, in particolare nei pazienti più giovani o socialmente attivi.
Il PICC-port, posizionato generalmente a livello del braccio e completamente impiantabile, tende invece a essere meno visibile nella vita quotidiana. L’assenza di parti esterne e la possibilità di coprirlo facilmente contribuiscono a una percezione corporea più positiva.
Comfort, stile di vita e qualità della vita
Dal punto di vista funzionale, tutti i dispositivi sono progettati per garantire una gestione efficace delle terapie infusionali e gli operatori sanitari sono formati per scegliere l’alternativa più appropriata. Ciò che varia, invece, è il comfort percepito dal paziente.
È quindi necessario indagare anche le abitudini del paziente finale, comprendendone lo stile di vita. Ad esempio, il catetere venoso toracico può interferire con alcune attività quotidiane, come l’attività fisica. Inoltre, la presenza di una sede toracica può accentuare la consapevolezza della malattia, soprattutto durante momenti di intimità o di socialità.
Il PICC-port, grazie alla sua collocazione periferica, è spesso descritto come meno invasivo nella routine quotidiana. Molti pazienti riferiscono una maggiore libertà di movimento e una minore attenzione costante al dispositivo, fattori che incidono positivamente sulla qualità della vita.
Coinvolgimento del paziente nelle scelte terapeutiche
Alla domanda se sia meglio il PICC-port o il catetere venoso toracico per migliorare l’immagine corporea e la soddisfazione del paziente, la risposta è: dipende.
Se l’obiettivo principale è ridurre l’impatto visivo e psicologico del dispositivo, il PICC-port rappresenta spesso una scelta vantaggiosa. Tuttavia, la decisione finale deve essere personalizzata, bilanciando le esigenze cliniche con il vissuto del paziente.
In un approccio di cura sempre più centrato sulla persona, considerare l’immagine corporea e la soddisfazione del paziente non è un optional, ma una parte integrante dell’assistenza. In ogni terapia è necessario valutare il tipo di infusione, la durata prevista e il patrimonio venoso del paziente finale, ma anche altri fattori come le preferenze individuali, lo stile di vita e il comfort percepito.
Non esiste una soluzione universalmente migliore; esiste però un team sanitario formato che, oltre a considerare le specifiche cliniche e tecniche, deve informare il paziente e, per quanto possibile, coinvolgerlo nella decisione finale, spiegando in modo chiaro i pro e i contro di ciascun dispositivo.
L’impegno di Numantec
Numantec, consapevole della complessità delle scelte legate agli accessi vascolari, mette a disposizione un portafoglio completo di dispositivi per accesso vascolare, caratterizzati da differenti soluzioni tecniche e cliniche, in grado di adattarsi a molteplici contesti assistenziali.
L’azienda è inoltre impegnata nello studio e nello sviluppo di un nuovo PICC-port innovativo, progettato per coniugare esigenze estetiche, comfort e performance tecniche avanzate, offrendo agli operatori uno strumento affidabile e ai pazienti una soluzione sempre più discreta e compatibile con la qualità della vita.






